testo di Maria De Giorgio – www.calliopesguardodarte.it

 

Un percorso, in una Calabria inedita, alla ricerca di linguaggi contemporanei. Street Art è sinonimo di riqualificazione, di bellezza donata a tutti: attraverso l’opera realizzata da Massimo Sirelli nella sua regione d’origine, avrete modo di cogliere come l’arte pubblica possa essere punto di partenza e di forza per una nuova rinascita dei borghi.

Sirelli nasce a Catanzaro nel 1981. Curioso sin da piccolo, in età adolescenziale si accosta al writing iniziando a lasciare le “sue impronte” lungo i luoghi della sua gioventù. Divenuto adulto fa dell’arte il suo mestiere, muovendosi in diversi ambiti. Dalla street art al writing, dal digital design alla realizzazione di robot creati attraverso materiali di recupero, Sirelli diviene un artista noto a livello nazionale. Nonostante il successo raggiunto, il creativo non perde il contatto con la Calabria, divenendone ambasciatore e partecipando a diversi festival dedicati alla Street Art.

Siete pronti a scoprire alcune delle sue creazioni? Allora munitevi di un’automobile e di una mappa geografica: è ora di partire!

La nostra prima tappa è Mirto Crosia, borgo in provincia di Cosenza, sul cui lungomare è possibile trovare Onde rosa, murale firmato dall’artista nel 2018. Il concetto portato in campo prende vita durante una riflessione avviata nel 2017, quando era stato richiesto un suo intervento nel parco Ecolandia nella località di Arghillà a Reggio Calabria. Era l’anno in cui il tema dei migranti e dei continui sbarchi lungo le coste della regione occupavano la scena mediatica. Il progetto, pensato per il forte militare, diviene un concept e l’immagine di Onde in risalita viene proposta da Sirelli durante la commemorazione della violenza contro le donne,con lo scopo di porre l’accento su un tema così intenso.

Percorrendo 107 chilometri verso Sud e rimanendo in provincia di Cosenza giungiamo a Rogliano uno dei maggiori centri della Valle del Savuto. È in questa località che prende vita il festival Gulia – idioma dialettale di “desiderio” – organizzato dall’associazione Rublanum con l’intenzione di riqualificare spazi urbani. Sirelli partecipa al progetto sin dagli esordi, aiutando gli organizzatori a creare il movimento e producendo diversi pezzi. Ciò che emerge dagli interventi qui realizzati è un’evoluzione del suo stile. Passa da una fluidità narrativa capace di spaziare da composizioni ricche di colore, come ColorFul Love Rogliano del 2014 o Abstract color del 2018, a immagini che riportano un soggetto tanto caro all’artista: quello del Robot empatico, che si manifesta in Robot from the space e Robot from the space 2, entrambi del 2016. Attraverso queste opere, che insieme a quelle di altri creativi hanno “invaso” Rogliano e comuni limitrofi, si è cercato di andare oltre i muri lasciando messaggi di armonia e empatia. Ma cosa rappresenta il robot per Sirelli? Un alter ego, positivo, dell’essere umano.

Lasciamo la provincia di Cosenza per raggiungere il borgo di Savuci, nella Presila catanzarese. Spopolatosi in seguito all’alluvione del ’70 e divenuto un borgo fantasma, Savuci riprende vita grazie all’arte e al colore. È il Savuci in festival a dare nuova linfa al paese ed è qui che nel 2019 Sirelli svela il suo Murale Epistaltico in occasione dell’inaugurazione della piazza intitolata al catanzarese Mimmo Rotella. Il murale si presenta come un omaggio al suo artista prediletto. La realizzazione dell’opera lo ha portato ad uno studio approfondito del maestro del Novecento. Sirelli è partito dai ricordi di infanzia di Rotella, come i suoni che quest’ultimo citava nelle sue poesie epistaltiche, che spesso rimandavano ai richiami che i pastori usavano per attirare le mandrie. I due artisti sono figli dello stesso humus e questo è ben visibile in un murale che parla di radici e ritmo condiviso da generazioni creative diverse.

Rimanendo sempre in provincia di Catanzaro, giungiamo a Caraffa dove, su una delle pareti del museo della cultura del paese, troviamo Dhominika la ragazza di Calabria, prodotta nel luglio del 2018. La cittadina è nota per la presenza della comunità Arbëreshë, gli albanesi d’Italia, stanziatisi nel Mezzogiorno tra il XV e il XVIII secolo. Il lavoro raffigura, attraverso un’interpretazione pop, una donna in costume arbëreshe, con uno sguardo fiero come quello del condottiero Skanderbeg e con il tatuaggio dell’aquila a due teste sul petto, volto a sottolineare l’importanza dell’appartenenza alla sua cultura. Il disegno si pone come riflessione sulla necessità del dialogo tra culture diverse, portatore di un arricchimento oggi visibile nelle zone arbëreshe della regione. L’ultima tappa in provincia di Catanzaro ci porta ad entrare in contatto con ColorFul Catanzaro, prodotta dall’artista nel 2014. Ci troviamo sul lungomare del capoluogo: l’intervento messo a calendario durante l’edizione dell’ALTRove Festival – evento dedicato alla Street Art e alla rigenerazione del contesto urbano – vede una trasformazione, in blocchi di colore, dei massi di cemento poggiati sugli scogli. Il colore diviene così protagonista insieme all’azione naturale dell’acqua. Nelle giornate del 27, 28 e 29 luglio 2020 l’artista ha recuperato l’opera che, soggetta alle intemperie del mare, aveva perso i suoi colori originari.Una nuova festa, vissuta insieme alla gente e al paesaggio.

Proseguiamo il nostro tour dirigendoci  verso la provincia di Reggio Calabria, giungendo a Cinquefrondi nel Parco Nazionale dell’Aspromonte. Qui, nel maggio del 2019, l’artista realizza Cinquetorri di Pace. Il titolo dell’opera fa riferimento alle cinque torri che cingevano la fortificazione difensiva del primo insediamento abitativo. Creata presso un’ex cappella, l’opera ha lo scopo di far porre lo sguardo sul “già noto”, ridando bellezza al luogo preesistente. L’architettura che oggi vive di colore ha un significato di inclusività. È la forza espressiva del pigmento che, senza generare gerarchie di alcun tipo, spinge a vivere delle emozioni che uniscono TUTTI. Il concetto di unione viene congiunto a quello di PACE, parola che si compone attraverso la disposizione delle quattro lettere sulle pareti della costruzione. L’opera si trova vicino ad un parco giochi per bambini, ricordandoci come qualcosa di bello possa, silenziosamente, educare.

Il viaggio prosegue verso la città di Taurianova, dove ci imbattiamo in nuovi Robot empatici che fuoriescono da due pareti recuperate dall’artista, le opere DoodleBoat del 2016 e Jump del 2017. I robot, attraverso le loro espressioni, emanano messaggi positivi di aggregazione, amore e responsabilità.

Giunti a Reggio Calabria raggiungiamo la frazione di Arghillà e il parco di Ecolandia.Qui, nell’arena che è stata costruita, troviamo la prima versione di Onde del 2017. Una porzione della superficie dell’arena viene investita dalla fluidità di onde in risalita, metafore delle difficoltà da affrontare nella vita e della possibilità di “calvacare” quella più complessa. Una passeggiata nel parco all’ora del tramonto – quella più suggestiva-ci permette di entrare in contatto con composizioni realizzate da altri artisti intervenuti durante le diverse edizioni di Face Festival – uno dei festival più importanti dell’arte contemporanea in Calabria. Nel punto più alto della collina di Arghillà troviamo il Forte Umbertino, arricchito da una installazione del 2018 firmata da Sirelli,  che prende il nome di Unità 20. In questa scultura gli elementi dell’artista si uniscono a quelli del luogo. L’imponente figura, priva di volto, viene realizzata usando venti taniche militari di metallo. Per la prima volta il Robot di Sirelli non si presenta a noi in maniera empatica ma racconta la storia di chi deve entrare in contatto con la brutalità della guerra, perdendo così la propria identità.

L’empatia del Robot si ripresenta nel murale celebrativo realizzato in occasione del Giro d’Italia 2020 a Mileto (VV), collocato su una parete in prossimità della partenza. In Mileto corre veloce il robot si unisce alla dinamicità futurista espressa da Depero, creando un anello di congiunzione tra ricerca e innovazione, elementi imprescindibili dell’opera di Sirelli.

Ora, fate le valigie e mettetevi veramente in viaggio. È tempo di scoprire una regione inedita e l’arte di un creativo che ha donato parte della sua inventiva alla terra che ha forgiato le sue radici.

 

Massimo Sirelli  (Catanzaro, 10/11/1981) è un artista il cui primo approccio alle arti visive è influenzato in adolescenza dal mondo dei graffiti e della street art.
Attraverso la prospettiva della strada impara a filtrare i linguaggi metropolitani, le scritte, la pubblicità, gli arredi urbani, i mezzi pubblici e i rifiuti: tutto è ambiente di studio e sperimentazione. Diplomato nel 2003 in Digital e Virtual Design all’Istituto Europeo di Design (IED) di Torino, opera per alcuni anni come freelance per prestigiose agenzie di comunicazione su progetti riguardanti noti marchi nazionali ed internazionali. Nel 2006 fonda Dimomedia, laboratorio creativo di ricerca e sperimentazione incentrato su grafica, comunicazione e multimedia design: i suoi lavori sono stati pubblicati su importanti libri di graphic design quali: Tres Logos Gestalten, Los Logos 4 Gestalten, Los Logos Compass Gestalten, Tactile Gestalten, FlashFolios Tashen, Web Design Index PepinPress, Design Book of the Year.

Dal 2008 è docente di “Tecniche di presentazione e Portfolio” presso lo IED di Torino, nei dipartimenti di Interior Design, Product Design, Fashion e Textile Design, Design del Gioiello e dell’Accessorio, Car Design e Transportation Design. Nel 2013 lancia il progetto AdottaunRobot.com, la prima Casa Adozioni di Robot da compagnia al mondo: robottini orfani del progresso industriale e del consumismo sfrenato trovano il loro cuore e la loro anima attraverso l’opera e la ricerca dell’artista, che li assembla e cerca di dar loro una nuova “famiglia”. Nel 2014 è stato ospite a TEDxCrocetta, Teatro Gobetti di Torino, con un live-painting sul processo creativo in tempo reale, stupendo la platea del teatro dando vita a 3 grandi opere, lavorando sul tema dell’improvvisazione e della trasformazione. A maggio del 2014 è ospite della prima edizione di ALTrove Festival a Catanzaro, e crea un intervento di land art site specif di singolare magnificenza e bellezza: decide di colorare i frangiflutti artificiali del porto di Catanzaro trasformandoli in dei grossi lego colorati. Ancora, nel 2014 realizza “Il Gigante dell’Isola” un’installazione permanente realizzata in occasione di MISCITA, una residenza artistica che ha unito differenti artisti del Sud Italia a Farm Cultural Park di Favara (AG): l’opera fu composta da 550 cassette di frutta legate tra di loro da circa 2000 fascette. Nel 2015 partecipa ad ARTforEXCELLENCE a cura di Carlotta Canton, una rassegna d’arte contemporanea torinese che unisce l’arte all’impresa.

Massimo Sirelli tiene Workshop e incontri con bambini di tutte le età per avvicinare nuovo pubblico al suo “metodo” creativo in tutta Italia. Nel 2017  il Consorzio Nazionale del Riciclo dell’Acciaio, lo sceglie come Ambassador per una grande campagna di sensibilizzazione. A febbraio 2018, la famosa trasmissione tv X-STYLE di Mediaset gli dedica un breve servizio e nello stesso periodo viene inserito nel documentario 5QM ABOUT ART: in una serie di dialoghi molto personali, con nomi del calibro di Mainolfi, Bertrand, Pistoletto, Nespolo, anche il giovane Sirelli offre la propria visione sull’arte e la vita. A marzo 2018 diventa Ambassador di AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro).