di Giuseppe Panella      www.giuseppepanella.it

 

Sarah Jarosz/World On The Ground (Rounder) – Nuovo album per Sarah Jarosz che segue Undercurrent, vincitore del Grammy nel 2016. È prodotto dallo stimato John Leventhal, molto apprezzato per il suo lavoro con Rosanne Cash, Elvis Costello e altri. Il titolo dell’album è ispirato a un verso del brano Pay It No Mind. “Quando il mondo a terra ti inghiottirà, a volte non devi preoccupartene” canta Jarosz. L’“uccellino che allunga le ali” nella canzone è raffigurato nella copertina dell’album, un dipinto di Erin E. Murray che è stato un regalo fatto alla cantante dai suoi genitori. World On The Ground si apre con Johnny, un brano in cui si evidenzia il song writing di Sarah Jarosz. Il testo della canzone è il ritratto di un viaggiatore di ritorno che sta affrontando la consapevolezza che “un cuore aperto assomiglia molto al deserto”.

 

Deep Purple/Whoosh! (earMusic) Whoosh! vede i Deep Purple unire per la terza volta le forze con il produttore Bob Ezrin, che ha invitato la band a Nashville per scrivere e registrare nuove canzoni. Insieme hanno creato l’album più versatile della loro collaborazione. Con questo album il gruppo si estende verso tutte le direzioni e senza alcuna limitazione, lasciando andare la propria creatività. “I Deep Purple stanno riportando i Deep in Purple” è stato il motto scherzoso in studio dopo che le prime canzoni hanno chiarito che Ezrin e la band erano sulla giusta strada verso la creazione di un album oltre i limiti del tempo, mentre esprimevano il loro risentimento per la situazione attuale del mondo.

 

JoeBonamassa/A New Day Now (20th Anniversary Edition) (J&R Adventures) – Vent’anni fa Joe Bonamassa ha preso d’assalto il mondo della musica quando ha pubblicato il suo album di debutto da solista A New Day Yesterday. Ora nel 2020, il titano del blues-rock annuncia una versione rinnovata che è stata completamente ri-cantata da Bonamassa e remixata e rimasterizzata dal suo storico produttore Kevin Shirley. Questa riedizione include tre tracce bonus, prodotte e scritte con Steven Van Zandt, il leggendario chitarrista dell’E-Street Band di Bruce Springsteen.

 

The Strokes/The New Abnormal (Cult/RCA) – Enorme attesa per il nuovo album della band di Julian Casablancas. Dopo il deludente Comedown Machine del 2013, gli Strokes ritornano con The New Abnormal rinnovandosi e strizzando un occhio alle loro radici musicali e ai loro miti e ad alcuni loro colleghi contemporanei, rimanendo sempre loro stessi. Ogni brano risulta godibile, compatto e senza cali di intensità o di ritmo, nonostante risulti essere uno dei più eterogenei della loro carriera. The New Abnormal risulta essere la fusione del rock anni ’70 e il pop degli anni ’80, senza perdere di vista il garage newyorkese del nuovo millennio. Tra le citazioni dei Cure e di Lou Reed, Casablancas e la sua band guardano anche ai contemporanei Tame Impala e ArcticMonkeys.

 

Mulgrew Miller &Niels-HenningØrstedPedersen/The Duo (StoryvilleRecords) – Nel 1999, Niels-HenningØrstedPedersen e Mulgrew Miller si sono riuniti in una coppia unica e improbabile per rendere omaggio a Duke Ellington nel centenario della sua nascita. Il risultato fu una collaborazione musicale appassionata e di lunga durata tra due maestri dei rispettivi strumenti, ma le registrazioni originali non furono mai pubblicate. Per la prima volta in assoluto, a più di 20 anni dalla sua registrazione, questo tesoro perduto è finalmente reso disponibile al pubblico. Il duo è stato inizialmente riunito da Bang &Olufsen e ha iniziato a celebrare Ellington con la collaborazione del bassista Jimmy Blanton. È nata una grande collaborazione musicale e personale, e l’accattivante chimica del duo è evidente fin dalle prime note.

 

Connie Han/Iron Starlet (MacAvenueRecords) La carriera di Connie Han  nonostante sia agli inizi è già ricca di consensi ricevuti con il suo primo album Crime Zone pubblicato nel 2018. La pianista e compositrice ventitreenne giunge al suo secondo lavoro grazie a una consapevolezza nei suoi mezzi. Iron Starlet è la prova evidente delle sue qualità e della grande tecnica di cui dispone. La sua visione potente della musica abbraccia l’evoluzione dei suoi antenati, da innovatori iconici come McCoy Tyner e Hank Jones attraverso la rivoluzione Young Lion guidata dai fratelli Marsalis, Kenny Kirkland e Jeff  “Tain” Watts, tra gli altri. La forza di Iron Starlet è radicata nella sua spinta ritmica, ancorata al trio composto dal bassista Ivan Taylor e dal batterista / produttore Bill Wysaske. A loro si uniscono il sassofonista Walter Smith III (già presente nel precedente cd) e il trombettista Jeremy Pelt, un abbinamento ideale per realizzare l’incredibile miscela di raffinatezza e grinta che la pianista infonde in ogni pezzo.

 

Bluey/Tinted Sky (DômeRecords) Jean-Paul “Bluey” Maunick, il musicista nato mauriziano ma cresciuto nel Regno Unito, pubblica il suo nuovo album Tinted Sky, una raccolta di composizioni di brani originali in collaborazione con Richard Bull (Incognito, Basia, Acoustic Alchemy, Maysa). Coloro che sono abituati ad ascoltare Bluey con gli Incognito avranno il piacere di ascoltare  un artista nella sua versione più intima. Un’esperienza che gli permette di scavare ancora più a fondo. Un lavoro a quattro mani in cui Bluey, oltre a cantare, suona la chitarra e le tastiere. Richard Bull suona la chitarra, le tastiere e tutti gli altri strumenti. È anche responsabile della programmazione, registrazione, missaggio e mastering. Tutte le canzoni sono state prodotte, scritte e arrangiate da entrambi. Tinted Sky è stato anticipato dal singolo Back Here Again che ha ottenuto larghi consensi.