una sorpresa a cui nessuno può prepararvi

di Carolina Attanasio

 

A New York vi servono due cose:

buone gambe e abbandonare la fretta.

Per scoprire la città che corre,

prendetevela con calma.

 

Se qualcuno vi dovesse raccontare di New York, facilmente lo farà usando termini drastici: se ne è innamorato, o gli ha fatto davvero schifo. Sarà difficile che ne abbiate un resoconto tiepido o insipido. Eppure, nessuno vi potrà preparare in maniera adeguata al primo incontro con la Grande Mela. Da italiani, il nostro metro di misura della bellezza è bello alto, ma aspettarsi di ritrovare casa volando oltreoceano è come mettere il sale nel caffè la mattina. Atterrare tra i grattacieli, di sera, contribuisce in modo importante a farvi dimenticare da dove venite. Da qui in poi, preparatevi a camminare, tanto.

Dove alloggiare. Per una visita appena sufficiente della città servono 7 giorni. Il grosso delle attrazioni si concentra a Manhattan, ma chi viaggia sa bene che la verità si incontra spesso lontano dalla folla. Tuttavia, alloggiare in prossimità del centro è l’unico modo per non consumare chilometri a piedi o in metro ogni giorno. Chelsea, Greenwich, Soho sono centrali ma cari, come l’Upper east side. Brooklyn scomoda se è la prima volta, Harlem popolare ma più strategica.

Da dove iniziare. Dai musei. I principali sono enormi, sceglietene uno e organizzate l’itinerario nella zona adiacente. Pensare di rimbalzare da un quartiere all’altro in 12 ore è stancante anche per le gambe più allenate e vi toglie ogni gusto. Abbonamento ai mezzi pubblici e una City card per accedere alle attrazioni principali sono un must have per non sfiancare la carta di credito. Al resto pensa la gente: non sorprendetevi se un newyorkese vi avvicina chiedendovi se vi serve aiuto per orientarvi, è parte del bon-ton locale.

I musei come punto di partenza. Il MET ospita praticamente qualsiasi genere vi interessi e può provocarvi una crisi di pianto se – come me – avete la sindrome di Stendhal. L’edificio è la porta che separa la 5th Avenue da Central Park, dove ci si perde con piacere. La zona sud del parco offre una vista spettacolare sui grattacieli di midtown. Su Airbnb trovate molti istruttori che offrono lezioni di yoga o pilates nel parco, un’ora ben spesa da veri newyorkesi. Un brunch ve lo siete meritato, è d’obbligo da Sarabeth’s, 17 dollari di pancakes e caffè a profusione. Da qui raggiungete facilmente la Carnegie Hall, tempio dei concerti, e il Rockefeller center, dalla cui sommità si gode la vista migliore di Manhattan (file incredibili all’alba e al tramonto). L’alternativa è l’Empire state building, il dirimpettaio rivale. Più a sud, Bryant park vi offre una pausa e, volendo, una visita alla New York public library, mentre la vetta del Chrysler building – la più bella di tutte – fa capolino tra le architetture più moderne.

Il Guggenheim è un obbligo morale, è quasi di fronte al MET ma potreste usarlo per esplorare l’East side e risalire verso Harlem (magari di domenica, una messa gospel scioglie anche il più anarchico dei cuori). Sull’East river avete una missione: prendere la funivia verso Roosevelt Island, 10 bellissimi minuti sospesi tra i grattacieli e sul fiume che valgono oro e costano niente, sono inclusi nell’abbonamento ai trasporti (l’indirizzo è E 60th St & 2nd Av). Fame? cercate Luke’s lobster, panini al granchio e zuppe di pesce in un localino lontano dalla folla.

Dal MoMA (da poco rinnovato) potete prendere la metro verso il Flatiron Building e l’East village, per spingervi poi a Greenwich village, casa degli appartamenti più famosi delle serie tv degli anni ’90. Qui New York è bella davvero, palazzine di mattoni rossi con le loro mitiche scale antincendio, piccoli parchi che spezzano la monotonia dell’asfalto, locali e bar da cui spiare il mondo davanti a una tazza fumante di americano.

Il Whitney Museum, realizzato da Renzo Piano, è il punto di arrivo di una giornata che inizierete sulla High Line, uno dei migliori esempi di recupero industriale in una metropoli: la vecchia ferrovia del West side è diventata un parco urbano di incredibile bellezza, nonché una punto di vista unico sulla città. Percorrerla tutta è un dovere morale che solo una sosta al Chelsea Market può interrompere: dall’aragosta al pastrami, in un solo posto potete assaggiare il meglio della cucina newyorkese.

La zona nord del West side ospita il Museo di Storia naturale, una chicca per i più piccoli e per chiunque voglia rivivere “Una notte al museo” e farsi anche un’idea bella precisa sull’evoluzione della storia americana. Poco lontano, il campus della Columbia vi mostra che cosa vuol dire studiare in un’università degna di questo nome.

Ground zero è un posto per stomaci forti. Due enormi fontane riempiono il vuoto lasciato dalle torri, circondate da piccoli alberi. Un tempio per riflettere e scegliere se avventurarvi verso Brooklyn (attraversare il ponte a piedi è bellissimo, e lunghissimo) oppure imbarcarvi sul traghetto per Staten Island e sfiorare la Statua della Libertà al tramonto. Non potrete staccarle gli occhi di dosso, pensando a quante volte qualcuno ha gridato “terra!”’ avvistandola.