Un’analisi interdisciplinare

di Giulia Panzarella

Qual è il segreto della longevità, e il mito dell’eterna giovinezza può diventare realtà? E come invecchiare bene e in salute? Neuroscienziati, filosofi, medici e sociologi, ma anche storici ed esponenti del mondo del volontariato si sono confrontati sulle grandi sfide che l’invecchiamento della popolazione pone all’Italia e all’Europa nel terzo convegno internazionale dell’Associazione ADIT, che rappresenta gli ex borsisti del governo tedesco in Italia, in collaborazione con il DAAD, Servizio tedesco per lo scambio accademico, l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro – che ha ospitato i lavori dal 14 al 16 novembre scorsi – e il patrocinio del CNR e dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania.

Secondo dati Eurostat, al 1° Gennaio 2017 Italia (22,3%), Grecia (21,5%) e Germania (21,2%) hanno registrato le percentuali di persone di età pari o superiore ai 65 anni più elevate in Europa. E proiezioni demografiche Eurostat (2015-2080) indicano, inoltre, che la popolazione europea continuerà a invecchiare, con il raddoppio della percentuale di ultraottantenni. L’Italia, com’è noto, è segnata dal dualismo Nord-Sud, che riguarda aspetti economici e sociali quali salute, assistenza, istruzione. Le caratteristiche di tale polarizzazione però vanno mutando: oggi la speranza di vita media rispetto al passato si è molto allungata anche al Sud, mentre le nascite sono crollate e molti giovani continuano a emigrare. Un’altra differenza che pure si rileva è quella tra comuni medio-grandi da un lato e piccoli comuni dall’altro. E se la longevità è di per sé un fatto positivo, cruciale resta la questione della qualità della vita dell’età anziana. Punto chiave per garantirla, oltre a politiche socio-sanitarie mirate e stili di vita corretti, è ovviamente la ricerca.

Il convegno ADIT/UMG – cui sede e tematica sono state proposte dalla professoressa Laura Berliocchi, del Dipartimento di Scienze della Salute della UMG di Catanzaro – ha visto la partecipazione di professionisti e illustri personalità appartenenti al mondo accademico italiano e tedesco. Si è fatto il punto su Alzheimer e processi degenerativi che aggrediscono l’organismo e il cervello, riflettendo sulla multidimensionalità ed eterogeneità dell’invecchiamento con particolare attenzione a Italia e Germania.

Una trattazione dell’età della vita e della senilità dunque, in una prospettiva filosofica e medico-antropologica, con uno sguardo alle politiche socio-sanitarie italiane e tedesche. Volendo paragonare l’evento ad un romanzo, potremmo descriverlo dalla narrazione sciolta, dalla trama avvincente e con un lieto fine “culinario e scenografico”. Infatti il convegno ha visto pure l’inaugurazione della mostra “The Art of Ageing”, esposta in Italia per la prima volta e curata dal pluripremiato fotografo tedesco Karsten Thormaehlen, un artista internazionale alla ricerca dei segreti della longevità. Una mostra, questa, che ha fatto da scenografia alle proposte di degustazione della Chef tedesca Nadia Christina Tappen, la quale durante la prima giornata del convegno ha deliziato i presenti con ricercate prelibatezze calabresi, restituendo a ciascun piatto la propria autenticità e a ciascuna materia prima il fondamentale ruolo che gioca all’interno di una dieta che può fare e fa la differenza nell’auspicabile raggiungimento di una old but gold life.