Con bici e matita, dal Tirreno all’Adriatico

testo e disegni di Simonetta Rigato

Continuiamo il viaggio iniziato il mese scorso. Sesta tappa: Chiusi, Villastrada, Panicarola, Lago Trasimeno, S.Feliciano, Solomeo. Non può mancare la visita al superbo Museo Nazionale Etrusco di Chiusi ed alla Città Sotterranea. Ci sono tante cose bellissime. Ammiro la “Porta dell’aldilà” con i due cipressi ai lati, albero che compare spesso nella loro iconografia: sono proprio i nostri antenati. E sulle urne dei defunti molto giovani veniva scolpito un cavallo alato protetto da due alabarde: che grande delicatezza.  Poco dopo Chiusi un luogo molto particolare segna il confine tra Toscana e Umbria: due torri. Una si chiama “Beccati questo” e l’altra “Beccati quest’altro”: non devo aggiungere altro!

Se il cipresso ed il color “terra di Siena” mi hanno accompagnata fino ad ora, in Umbria sono il girasole ed il giallo gli elementi caratterizzanti. Mi fermo per disegnare il Trasimeno ma poco dopo mi coglie un temporale che in un battibaleno diventa diluvio. Non c’è alcun riparo, quand’ecco che la porticina di un camper parcheggiato non lontano, si apre. Una signora mi invita con un gesto a ripararmi. Mi hanno salvata dal naufragio. Nonostante tutto approdo infine a Solomeo in piena Festa Rinascimentale, alla quale non mi sottraggo. Alle 19 si inaugura il mercato delle arti e dei mestieri mentre il menù propone oca imporchettata, rosso di Torgiano e coratella con torta… sì attenzione, qui torta vuol dire focaccia!!

Settima tappa: Solomeo, Umbertide, Pietralunga. Tappa impegnativa con tanta salita e svalicamenti per evitare strade ad alto traffico di mezzi pesanti. Pietralunga è sul Cammino di S.Francesco e infatti incontro tanti pellegrini. Anche a Pietralunga si fa festa col concerto di Madame Jazz, Fiorella Dipentima, che tributa un omaggio a Lucio Dalla.

Ottava tappa: Pietralunga, Pergola, S.Lorenzo in Campo. A 5 chilometri da Pietralunga c’è il passo, senza nome, e il confine delle Marche: scendo fino a Pergola dove ho programmato di fermarmi. Imprevisto: c’è la Festa del Vino che è assai rinomata e pertanto non c’è nemmeno una camera disponibile. Nel frattempo s’è alzato un vento impetuoso: devo muovermi rapidamente. Volo letteralmente fino a S. Lorenzo in Campo dove fortunatamente trovo alloggio.

Nona tappa: S. Lorenzo in Campo, Nidastore, Ostra Vetere. Tappa di disimpegno per visitare amici marchigiani. I dolci saliscendi delle colline marchigiane sono proprio adatti per la bicicletta. Anche qui tanti bei borghi, inaspettati come Loretello o Nidastore. Mi ha colpita la presenza di tanti campanili aguzzi e altissimi: era Regno del Papato. La Toscana al contrario ha più torri, merlature, castelli: è più squadrata. L’Adriatico è solo a venti chilometri.

Decima tappa: Ostra Vetere, Senigallia. Percorro una strada minore sul crinale tra due valli, in lieve discesa. Poi lo vedo, azzurro, là in fondo davanti a me: è l’Adriatico. In un attimo sono davanti alla Rotonda sul mare di Senigallia.

L’Italia è proprio strettina ma quanta diversità in questa manciata di chilometri.

È stato un viaggio per cercare la lentezza, l’essenzialità, l’armonia. Pedalando tra questi nostri fantastici paesaggi ho sentito la vita scorrermi addosso: ho avvertito profumi, aspirato il vento, perfino assaporato il sale nelle goccioline di sudore che mi scivolavano lungo il viso. Ho vissuto soprattutto un “pensiero ciclabile” attraversando felice, boschi, colline e paesaggi di straordinaria bellezza. Mi sono sentita in armonia e parte di quell’armonia. Così semplicemente pedalando, la bicicletta è divenuta un T.I.R di emozioni, sensazioni che mi hanno lasciato una straordinaria carica vitale che ha riverberato a lungo anche dopo la fine del viaggio.

 

L’Associazione Matite in Viaggio promuove l’interesse per il viaggiare quale scelta motivata di rinnovamento  nella conoscenza dei luoghi visitati e dei suoi abitanti. Visitare paesi e luoghi, incontrare persone e comunità, conoscere civiltà antiche e contemporanee, sono le premesse irrinunciabili affinché taccuini di viaggio manifestino la volontà e il sogno di riconoscersi nella libertà e nella dignità di tutti gli uomini.

Anna Maria Spiazzi – presidente dell’Associazione “Matite in viaggio”