di Massimo Lucidi

 

L’educarsi al web cambia con l’età.

 

Avevamo detto che è tempo di Netiquette. Un tempo in cui tutti siamo chiamati ad un uso corretto e consapevole dei social e dei devices.

I telefonini, veri potenti computer portatili, con i quali grazie alle app riusciamo a trascorrere la maggior parte del nostro tempo… ci aiutano davvero? La vita ce l’hanno cambiata in meglio. Ad una condizione. Che siamo noi a farne un uso accorto. E non subirne l’abuso che diventa dipendenza.

Vi è mai capitato di pensare di fare una cosa, prendere il telefonino e… poi vi basta aprire la home page e d’incanto, tra tante icone accese, dimenticate perché avevate preso il telefono! Avete perso la bussola e da dominanti la tecnologia diventate vittima.

Questa è una situazione che gli adulti assennati, impegnati, con poco tempo e mille cose da fare impattano praticamente ogni giorno. Gli adulti seppur attenti non hanno sviluppato un anticorpo rispetto alla distrazione da telefonino. I giovani e specie i giovanissimi possono viceversa distrarsi di meno perché nell’uso non si pongono un obiettivo chiaro.  Usano più social e finiscono magari per anteporre la propria distrazione a quella che offre l’apparecchio. In altri termini se scrivete o  mandate un invito, la risposta vi arriva da un adulto. Se scrivete lo stesso messaggio a un giovane neanche lo apre. Questa alienazione da apparecchio si aggrava ancor più quando si passa a farsi dominare pure dai social. La frenesia di stare sempre connessi. Sempre col telefono in mano è sbagliato almeno quanto non rendersi conto dei messaggi che arrivano e ai quali non si dà riscontro. Social a chi? Se non si partecipa, se non si risponde, che senso ha un profilo “social” asociale? E adesso arriva pure Tik Tok. Per divertirsi, e per far venir fuori quello spirito esibizionista  e goliardico tipico dei giovani.

Mala tempora currunt.