di Maria Antonia Danieli

Ci ha lasciati più di vent’anni fa, ma non esiste generazione che non conosca o non ami le sue canzoni, rimaste pietre miliari della musica italiana e della memoria collettiva. Lucio Battisti – che ricordiamo per essere stato cantante, compositore, polistrumentista,  arrangiatore e anche produttore – continua a regalarci emozioni grazie ad uno spettacolo ideato da Gianmarco Carroccia in collaborazione col grande Mogol. Carroccia, trentunenne di Fondi (LT), ha dalla sua tanto l’aspetto fisico quanto una voce che ricordano molto da vicino Battisti; Giulio Rapetti Mogol, 83 anni, senza dubbio il più famoso “paroliere” italiano ancorché questo termine non gli sia mai piaciuto, ha condiviso e certamente segnato gran parte della produzione artistica e della quotidianità dell’indimenticato e indimenticabile Lucio. “Emozioni. Viaggio tra le canzoni di Mogol e Battisti”: questo il nome dato allo spettacolo che l’insolito duetto sta portando nei teatri d’Italia. «Il titolo – sottolinea lo stesso Carroccia – più che un riferimento alla canzone di Battisti, è ciò che si vuole regalare allo spettatore. È un concerto-racconto in cui ripercorriamo lo straordinario periodo di un sodalizio che ha segnato la storia della musica italiana. Non solo esecuzione dei brani, ma anche spiegazione del significato dei testi». Un viaggio entusiasmante nel tempo fatto di musica, parole e aneddoti che colpiscono il cuore di tutti e offrono suggestioni profonde. Uno spettacolo che non vuole strafare né alterare l’atmosfera di quel periodo, progettato attraverso una scaletta che coinvolge e appassiona sia per le canzoni, interpretate rispettando la scrittura originale, sia per i puntuali interventi di Mogol, la cui presenza sul palco trasmette semplicità e umanità. Lo show è sostenuto da un’orchestra di 16 elementi diretti da Marco Cataldi.

Emozioni, 29 settembre, Un’avventura, Acqua azzurra acqua chiara, Dieci ragazze, Mi ritorni in mente, Una donna per amico, Respirando, La canzone del sole, Io vivrò (senza te), I giardini di marzo, Con il nastro rosa, Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi, Il tempo di morire. Sono titoli di canzoni che, assieme ai testi delle stesse, sono diventati modi di dire del nostro linguaggio quotidiano, hanno accompagnato la vita di tanti di noi, marcato  una parte della società, regalato sensazioni; e tuttora rimandano a storie personali, evocano ricordi incancellabili, sostengono il passaggio generazionale su cui vibrano sempre le corde della buona musica e delle parole buone.