di Luís Lopes – fotografo

 

ISLANDA DELLE MERAVIGLIE

 

Fiabesca e meravigliosa, lontana e misteriosa. Con appena 330.000 abitanti, un terzo dei quali residenti nella capitale Reykjavik, l’Islanda – il cui toponimo significa “terra ghiacciata” – presenta una zona litoranea abitata e coltivata, mista a fiordi dall’aspetto austero, mentre il resto è costituito da campi di lava e da altipiani, regno di vulcani (ve ne sono venti attivi) e ghiacciai. Le praterie ospitano fattorie isolate con pascoli di bovini e ovini, che sostengono buona parte dell’economia nazionale assieme alla pesca. Ricco di maestose cascate d’acqua, il Paese è famoso in tutto il mondo per i suoi geyser, zampilli di acqua calda, e per le sue sorgenti naturali le cui acque geotermali garantiscono un’esperienza decisamente unica. Un’altra particolarità, quasi un’anomalia, è il clima: in nessun’altra parte del mondo esiste, a così poca distanza dal circolo polare, una terra che abbia un clima relativamente temperato. Le nevi perenni non toccano mai un’altitudine inferiore ai mille metri, e il mare non gela mai intorno all’isola. In compenso, il clima è spesso tempestoso e le piogge frequentissime. Memorabile è l’effetto che regala l’aurora boreale nel periodo invernale, mentre in estate la natura offre lo spettacolo delle giornate lunghissime, con notti praticamente inesistenti giacché il sole tramonta a mezzanotte per sorgere dopo appena due ore. L’unico giorno in cui non tramonta affatto è il 21 giugno.

Islanda: una piccola isola con tanti ingredienti che ne fanno un paesaggio delle meraviglie.

 

  • Powerful Dettifoss

In a race against time so that we could still catch some colours of the sunset, it seemed that the 15km off-road did no end. We prayed that our van could withstand some of the most difficult roads we had ever crossed. Arrived on the spot, running until the last minute, we were overwhelmed by the power that emanates from this waterfall, 100 meters long and the 44 meters high, which requires a certain respect and impress everyone. With my heart pounding, I literally 2 min to choose the best place and take this picture. Hope you like it.

 

In una corsa contro il tempo in modo che potessimo ancora cogliere alcuni colori del tramonto, sembrava che il fuori pista di 15 km non avesse fine. Pregavamo che il nostro furgone potesse resistere ad alcune delle strade più difficili che avessimo mai attraversato. Arrivati sul posto, correndo fino all’ultimo minuto, siamo stati travolti dalla potenza che emana da questa cascata, della lunghezza di 100 metri e dell’altezza di 44 metri, che impone un certo rispetto e impressiona chiunque. Con il cuore che batteva all’impazzata, avevo letteralmente due minuti per scegliere il posto migliore e scattare questa foto. Spero vi piaccia.

 

 

  • The Dragon

Hvítserkur is a 15 m high basalt stack along the eastern coast of the Vatnsnes peninsula, in northwest Iceland. The rock has two holes at the base, which give it the appearance of a drinking dragon. This was one of the goals of our third day of travel, the path until there is long and completely out of the track, but it is worth a visit.

Hvítserkur è una catasta di basalto alta 15 m lungo la costa orientale della penisola di Vatnsnes, nel nord-ovest dell’Islanda. La roccia ha due fori alla base che le conferiscono l’aspetto di un drago intento a bere. Questa è stata una delle mete del nostro terzo giorno di viaggio, il tragitto per raggiungerlo è lungo e completamente fuori dal tracciato, ma vale la pena visitarlo.

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Majestic

On this day it was a race against time to get to this place promptly, at sunset. It was the second time we visited this place, this time with our equipment, namely the tripods, which had been left in the bottom of the lost suitcases, on our arrival in Iceland. When we arrived , there were a lot of clouds, but Iceland is really unpredictable, and at the exact moment we had literally 2 min of the sky that allowed us to impress these absolutely amazing colours. It was enough to really compose the scenery.

 

Quel giorno è stata una corsa contro il tempo per arrivare in questo posto tempestivamente, al tramonto. Era la seconda volta che visitavamo questo luogo, questa volta con le nostre attrezzature, vale a dire i treppiedi, che erano stati lasciati nel fondo delle valigie perse  al nostro arrivo in Islanda. Quando siamo arrivati c’erano molte nuvole, ma l’Islanda è davvero imprevedibile, e in quel preciso istante abbiamo avuto letteralmente due minuti di cielo aperto che ci ha permesso di imprimere questi colori assolutamente incredibili. È stato sufficiente per creare efficacemente la scena.

 

 

 

  • Kirkjufell

As always, there is a story behind it. On this particular night, we were particularly tired. After the dinner, the weather starts to get cloudy and our desired to see some northern lights started to fade. Between the warmth and comfort of the van and the zero degrees outside, the decision would have been simple for most people. My friend was already sleeping and I still peeking out the window… even without seeing anything and since I’m very stubborn and determined, I took my things and went into the middle of the darkness completely alone. When I reached the place, all the noises made me palpitate, I confess, but after half an hour, and after examining the effect of the northern lights on the clouds, everything passed quickly and I stood there in the middle of the lake, with the water almost to the knees, admiring what the nature had to offer me. It was my moment.

 

 

Come sempre, c’è una storia dietro. In questa notte speciale eravamo particolarmente stanchi. Dopo cena il tempo iniziò a diventare nuvoloso ed il nostro desiderio di vedere alcune luci del nord è iniziato a svanire. Tra il calore ed il comfort del furgone e gli zero gradi dell’esterno, la decisione sarebbe stata semplice per la maggior parte delle persone. Il mio amico stava già dormendo ed io ancora sbirciavo fuori dalla finestra… anche senza vedere nulla e poiché sono molto testardo e determinato, ho preso le mie cose e sono andato nel bel mezzo dell’oscurità completamente solo. Quando ho raggiunto il posto, tutti i rumori mi hanno fatto palpitare, lo confesso, ma dopo mezz’ora, e dopo aver esaminato l’effetto dell’aurora boreale sulle nuvole, tutto è passato rapidamente e mi sono fermato lì in mezzo al lago, con l’acqua quasi alle ginocchia, ammirando ciò che la natura aveva da offrirmi. È stato il mio momento.

 

  • DC-3 in Flames

After a painful walk of over 50 minutes, with temperatures reaching zero degrees, and with almost 10kg in my backpack, I finally reached the Douglas DC3 aeroplane, a United States aircraft, crashed in 1973, on the beach of Sólheimasandur, on the south coast of Iceland. I was getting ready for photographic frames when a vision of total euphoria arises. I was completely hypnotized in looking at the sky that offered me such a dazzling spectacle of color and dance that I almost forgot my purpose: to photograph … As soon as I returned to me, I started shooting as if to perpetuate those 10 minutes of indefinable beauty and happiness.

This is, therefore, one of the images of this unique moment, which I am pleased to share with you.

 

Dopo una faticosa camminata di oltre 50 minuti, con temperature che hanno raggiunto gli zero gradi e con quasi 10 kg nello zaino, ho finalmente raggiunto l’aereo Douglas DC3, un aereo degli Stati Uniti, precipitato nel 1973, sulla spiaggia di Sólheimasandur, sulla costa meridionale dell’Islanda. Mi stavo preparando per il montaggio fotografico quando una visione di euforia totale si è presentata. Ero completamente ipnotizzato nel guardare il cielo che mi offriva uno spettacolo così abbagliante di colore e danza che quasi ho dimenticato il mio scopo: fotografare… Appena rientrato in me, ho iniziato a scattare come per perpetuare quei 10 minuti di indefinibile bellezza e felicità. Questa è, quindi, una delle immagini di questo momento unico, che sono lieto di condividere con voi.

 

  • Seljalandsfoss

 

There isn’t much to say about this spectacular waterfall; the backside path and the scenery are breathtaking. Perhaps, the greatest difficulty is the photographic technique due to the water spray that is constantly happening.

 

Non c’è molto da dire su questa spettacolare cascata; il sentiero alle spalle ed il   panorama sono mozzafiato. Forse, la più grande difficoltà è la tecnica fotografica a causa dello spruzzo d’acqua che si presenta costantemente.

 

  • Lómagnúpur Mountain

 

This was our 20th photographic point, it is inevitable not to be unduly admired by the monstrosity that this mountain emanates from the plain that surrounded it, it made us feel really small. The alignment of the clouds with the mountain was perfect and it was impossible to stop impressing this moment.⁣

 

Questo era il nostro 20° punto fotografico, era inevitabile non essere straordinariamente incantati dalla mostruosità che questa montagna emanava dalla pianura che la circondava: ci ha fatto sentire davvero piccoli. L’allineamento delle nuvole con la montagna era perfetto ed era impossibile smettere di imprimere questo momento.

 

 

  • Búðakirkja

After our first night of sleep in Icelandic lands, we wake up with this magnificent sunrise with this view for the beautiful well known black church. This was our first spot.

Dopo la nostra prima notte di sonno nelle terre islandesi, ci svegliamo con questa magnifica alba e con questa vista della bellissima e famosa chiesa nera. Questo è stato il nostro punto di partenza.

 

  • Ice Dancing

Every square meter of this island reserves us a surprise. The shock is so great that it forces us before taking any photo to take a break, to breathe deeply what we are observing and to contemplate what nature offers us at that moment. After an overdose of euphoria, we concentrate on those beautiful remaining ice fragments from the big glacier, dragged along the river and ended up in this beautiful beach located right next to the glacier lagoon of Jokulsarlon. I wanted to give my point of view on the dance show that happens between the ice and the waves in a single frame, this is my vision.

 

Ogni metro quadrato di quest’isola ci riserva una sorpresa. Lo shock è così grande che ci obbliga prima di qualsiasi foto a fare una pausa, a respirare profondamente ciò che stiamo osservando e a contemplare ciò che la natura ci offre in quel momento. Dopo un eccesso di euforia, ci concentriamo su quei bellissimi frammenti di ghiaccio rimasti del grande ghiacciaio, trascinati lungo il fiume e finiti in questa bellissima spiaggia situata proprio accanto alla laguna glaciale di Jokulsarlon. Ho voluto dare il mio punto di vista sullo spettacolo di danza che accade tra il ghiaccio e le onde in un unico fotogramma, questo è ciò che ho visto.