di Steven Paul Nisticò – medico specialista e professore associato in Dermatologia

 

L’esposizione alla luce solare rappresenta un toccasana per la salute di muscoli e ossa e per la sintesi della vitamina D, fondamentale per la crescita dei bambini e per la prevenzione dell’osteoporosi nell’ anziano: sono sufficienti 15-20 minuti al giorno. La vitamina D prodotta dalla pelle dopo esposizione solare contribuisce alla fissazione del calcio nelle ossa per renderle più robuste, preservandole dalle fratture. Fondamentale anche il ruolo del sole sul tono dell’umore e sulla liberazione di neuromediatori.

A livello dermatologico, però, i raggi solari sono anche responsabili dell’invecchiamento precoce e di alcune patologie della pelle. Per cui esporsi sì, ma con prudenza! Infatti, i raggi solari possono provocare l’insorgere di danni a breve termine, come gli eritemi solari, e danni a medio lungo termine, cronici, come le rughe, le macchie, oltre a forme di tumori cutanei tipo le cheratosi attiniche o le forme aggressive di carcinomi baso e spinocellulari. Anche il melanoma è legato alle scottature prese nel corso della vita e rappresenta il tumore della pelle più invasivo.

Il sole dunque non va evitato, ma neppure sottovalutato. L’esposizione eccessiva, ripetuta per anni, lascia segni indelebili anche sulla pelle più perfetta: è il fenomeno del photoaging, ovvero il processo biologico attraverso il quale i raggi solari inducono un invecchiamento precoce e profondo della cute, con la conseguente perdita progressiva dell’elasticità e dell’idratazione.

Oggi siamo sicuramente molto più informati sugli effetti dei raggi solari e sui danni che inducono a livello delle varie strutture della pelle. Tutti i tipi e le tonalità di pelle necessitano di una protezione ad ampio spettro, un fattore SPF (Sun Protection Factor) alto e una ri-applicazione regolare. Tutti i prodotti andrebbero applicati 30 minuti prima dell’esposizione al sole ed essere ri-applicati almeno ogni due ore e, in caso di bagni o sudorazione eccessiva, anche più spesso. Molto importante è anche il quantitativo che si va ad utilizzare: per mantenere l’SPF indicato in etichetta il quantitativo per un adulto è di circa 30 grammi di prodotto ad applicazione, mentre generalmente se ne utilizza meno della metà. Per scegliere il solare più adatto il criterio importante è conoscere il modo in cui la propria pelle reagisce al sole: se hai la tendenza a scottarti più o meno facilmente, la protezione consigliabile è alta, mentre se ti scotti raramente, o addirittura mai, puoi optare per una protezione media o bassa. Pur applicando con frequenza e nella quantità adatta una buona protezione solare, si può ottenere un’abbronzatura perfetta che ricordiamolo, rappresenta il normale meccanismo protettivo della pelle nei confronti delle radiazioni solari ultraviolette, spesso nocive quando prese ad alte dosi. Un prodotto solare, per quanto sia ad alta protezione, non è uno schermo totale ai raggi UV, pertanto la reazione fisiologica della pelle esposta al sole, cioè l’abbronzatura, si verifica comunque, anche se in modo più graduale.

I momenti migliori per esporsi al sole sono il mattino presto e il tardo pomeriggio; da evitare invece le ore centrali della giornata.

Qualora si avvertisse la presenza di nuove macchie o la modificazione di nei preesistenti è consigliabile la visita dermatologica con l’ ausilio della dermatoscopia. In questo modo si potranno prevenire precocemente le forme maligne. Il dermatoscopio è un piccolo strumento manuale, non invasivo, basato su una lente in grado di fornire ingrandimenti prevalentemente compresi tra le 10 e le 20 volte, appositamente illuminata con luce incidente. È oggi dimostrato come la dermatoscopia incrementi la sensibilità diagnostica per il melanoma, rispetto alla semplice visione ad occhio nudo, del 20-30% e ciò permette di fare diagnosi più precise e più precoci.

Oltre alla protezione con filtri fisici  (magliette, occhiali, cappelli) e chimici (creme solari) il consiglio è anche quello di idratare molto la pelle dopo l’ esposizione. C’è poi la foto protezione endogena: gli integratori a base di beta carotene e licopene possono essere un valido aiuto, soprattutto nei pazienti più fragili e sensibili alle scottature solari.