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Il richiamo del cuculo

di Elia Banelli

 

Il richiamo del cuculo

 

Credo che la quasi totalità di coloro che stanno leggendo questo articolo hanno visto almeno una volta sullo schermo la saga di “Harry Potter”, o hanno sentito parlare del libro che racconta le fantastiche gesta del maghetto più famoso del mondo (al pari di Merlino della “Spada nella Roccia”, con le dovute differenze anagrafiche). Senza dubbio  molti di voi “babbani” ricorderanno il volto o il nome dell’autrice di quella fortunata creazione onirica che ruota attorno alla scuola di Stregoneria di Hogwarts: J.K. Rowling.

Sono convinto altresì che nessuno di voi abbia mai visto lo scrittore Robert Galbraith in persona. Tanto meno in foto. Non perché sia un autore scomparso o appartenente a un’epoca in cui non esistevano le macchine fotografiche o la cinepresa. Anzi, si tratta di un autore più contemporaneo che mai.

No, non l’avrete mai beccato mentre veniva sorpreso su una rivista di gossip e nemmeno intravisto il suo faccione stampato sulla copertina di qualche inserto letterario. Semplicemente perché Robert Galbraith non esiste! O meglio, esiste chi si cela dietro il suo pseudonimo: quel genio della scrittura (un vero mago capace di trasformare ogni storia in un successo planetario) che porta il nome di una donna: J.K. Rowling.

Proprio lei, l’inventrice di Harry Potter.

Ora vi domanderete: che c’azzecca il fantasy con il noir, l’oggetto di questa rubrica?

Nulla, o poco più del niente.

In realtà c’entra la Rowling, che è riuscita nel difficile (per molti impossibile) obiettivo di scrollarsi di dosso (se mai ne avesse sentito il bisogno) l’etichetta di “autrice di libri per bambini” (orribile definizione) e dedicarsi con grande acume alla narrativa noir.

Ecco dunque Il richiamo del cuculo, il primo di quattro titoli che hanno riscosso l’ennesimo trionfo di pubblico e di appassionati (da poco è in onda l’omonima serie tv).

Il protagonista è Cormoran Strike, un giovane investigatore privato senza fortuna, ex agente di polizia militare, veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba. Ha pochi clienti e molti debiti. Dopo la rottura con la sua fidanzata ha deciso di stabilirsi nel suo stesso ufficio a Londra, a Denmark Street. Strike è un trentacinquenne dalla corporatura grossa, a volte ingombrante, dall’aspetto peloso; ha i capelli neri, folti e ricci; la fronte alta e sporgente, il naso largo e le sopracciglia folte.Un giovane Beethoven che si era messo a praticare la boxe”.

Il secondo personaggio principale è la sua segretaria temporanea: Robin Ellacott, 25 anni, che si è recentemente trasferita dallo Yorkshire a Londra e convive col suo fidanzato Matthew. Un rapporto sentimentale non proprio idilliaco, per non dire burrascoso. Robin è entusiasta del suo temporaneo lavoro nell’ufficio investigativo, anche se viene pagata quattro soldi (pardon, sterline), è molto intelligente e competente, oltre che affascinante.

Questa strana coppia (sul lavoro, non sulla vita sentimentale) si troverà a indagare sulla misteriosa morte di Lula Landry, una top model che tre mesi prima degli eventi descritti nel libro, cade dal balcone del suo appartamento al terzo piano. John Bristow, il fratello adottivo, decide di assumere Strike per approfondire il caso.

Si è trattato di un suicidio oppure la donna è stata vittima di omicidio?

Meglio leggersi il libro, non vi pare?

La Rowling si mantiene così nel solco della tradizione del giallo inglese che ha elevato i maestri assoluti di questo rigoglioso genere letterario. Dobbiamo scomodare Agatha Christie o Arthur Conan Doyle?

I motivi per leggere “Il richiamo del cuculo” sono tanti: un investigatore originale, pieno di conflitti, complesso, una trama che si dipana con eleganza e precisione, in un alternarsi sagace di momenti di tensione, intrighi, emozioni crescenti. Poco sangue, zero scene splatter. Tanta arguzia, ambiguità e colpi di scena. È davvero difficile staccarsi dalle pagine, lo stile è incalzante e non si vede l’ora di arrivare alla conclusione dell’indagine.

La Rowling utilizza sapientemente le armi della descrizione geografica dei luoghi e degli ambienti, riuscendo ad approfondire l’interiorità dei personaggi, senza perdersi in eccessive e dilungate introspezioni psicologiche (più attinenti al thriller americano). La trama si svolge tra le strade e i palazzi di una Londra ipnotica e ricca di seduzioni: dalla frenesia del quartiere di Soho, al lusso delle vetrine di Mayfair, ai pub affollati dell’East End.

Il richiamo del cuculo decreta il brillante esordio di Cormoran Strike nella letteratura poliziesca internazionale. Per gli amanti del giallo, il primo libro di una saga imperdibile.

Vi basti sapere questo. Buona lettura.

 

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