di Giulio Francesco Valeriano – chimico e tecnologo farmaceutico, naturopata, farmacista

 

Quando si parla di lampone solitamente ci si riferisce al Rubus Idaeus e più precisamente al suo frutto. Lampone è infatti sia  il nome della pianta, sia della sua bacca, che in realtà è un falso frutto composto da drupe o drupeole; il cespuglio invece si presenta legnoso con delle spine e le foglie dentate. I fiori, di colore bianco, compaiono tra maggio e giugno e formano dei grappoli; i frutti di colore rosso che tutti conosciamo maturano in tarda estate.

Il lampone è originario dell’Europa occidentale e dell’Asia Minore ma è presente anche in Nord America, Nord Europa e Nord Italia. La raccolta dei frutti va effettuata a completa maturazione, pronti per essere consumati, oppure si possono conservare previo congelamento. Si prestano anche alla preparazione di marmellate e sciroppi. Il lampone dunque si presenta di un bel rosso vivo ma può avere varie tonalità anche tendenti al rosa pallido, profumato e succoso, di forma tonda o ovale più o meno allungata. Questa delizioso frutto è ricco di sali minerali e in particolare di calcio; contiene tannini, zuccheri, fibre, particolarmente la pectina, e vitamine, soprattutto la C. Il suo succo bevuto puro e con regolarità ha azione calmante, mentre il frutto – oltre al piacere legato al suo gusto – è  utile anche per la sua azione diuretica legata alla presenza di flavonoidi e per le proprietà antinfiammatorie e la sua azione antinvecchiamento che contrasta i radicali liberi.

In erboristeria  e fitoterapia trovano impiego anche le foglie del lampone perché sono ricche di principi attivi utili a contrastare i fastidi delle vie urinarie, le stomatiti, la ritenzione idrica. Inoltre grazie alla presenza di tannini, si segnala pure una loro azione astringente utile a combattere  le infiammazioni intestinali anche in caso di diarrea. Il lampone rientra come ingredienti di tanti prodotti cosmetici proprio per le sue proprietà antiossidanti che aiutano a mantenere giovane la pelle contrastando l’azione ossidante dei radicali liberi. La pianta appartiene alla famiglia delle Rosaceae, genere Rubus che comprende circa 250 specie, e si presenta come un arbusto, la cui altezza può arrivare ai 2 metri, con fusto eretto.