di Fabio Lagonia

 

Bisognava trovare un modo per realizzare un veicolo atto al trasporto di persone senza più dover ricorrere al traino di cavalli. Siamo negli anni ’80 del XIX secolo, quando la seconda rivoluzione industriale ha già diffuso il fermento per le innovazioni, la tecnica, la tecnologia, il progresso e la realizzazione di migliori condizioni di vita. In questo contesto inizia a svilupparsi anche quella che diventerà una nuova e strategica industria: la produzione di automobili. Una data memorabile è il 29 gennaio 1886 quando Karl Benz, un ingegnere di Mannheim, si reca all’Ufficio Imperiale dei Brevetti di Berlino per depositare il suo “Fahrzeug mit Gasmotorenbetrieb”, ovvero il veicolo con motore a benzina. Il documento di registrazione, che reca il codice DRP 37435, è ritenuto il vero e proprio atto fondativo dell’automobile al punto da essere stato inserito nel 2011 nell’Elenco delle Memorie del mondo dell’UNESCO. Qualche mese dopo, esattamente il 3 luglio del 1886, Benz può orgogliosamente presentare al pubblico la sua creatura: la Patent Motorwagen, presto soprannominata e più agevolmente conosciuta come “Velociped”. È una sorta di grande triciclo, così realizzato per consentire al mezzo di sterzare senza difficoltà. Ma nonostante l’innovazione e l’indubbia utilità, stranamente la presentazione ufficiale non risulta trionfale! L’invenzione di Benz non riscuote subito i consensi attesi, forse perché risulta goffa nel modo di farla funzionare: infatti – cosa oggi inimmaginabile e inconcepibile – quella macchina non ha un vero e proprio serbatoio sicché è Eugen Benz, figlio primogenito dell’ingegnere, a dover seguire a piedi il Velociped per rifornirlo del carburante necessario! Una dinamica che certamente avrà suscitato l’ilarità, l’ironia e l’indifferenza dei presenti. Fino a quando, un mese dopo, la moglie di Karl Benz salta sul “triciclo” assieme ai figli, si mette al volante e guida per 90 chilometri raggiungendo la casa dei suoi genitori. Un gesto clamoroso che diventa così una notizia virale in tutta la Germania, influenzandone l’opinione pubblica in modo decisamente favorevole. Un colpo di teatro. Un’azione concreta che ne suggella l’utilità e ne prefigura la diffusione.

A riprova del fatto che la creazione di Benz sia stata dirimente per quello che oggi chiamiamo “settore automobilistico”, vale la pena sottolineare che le soluzioni tecniche adottate per la Patent Motorwagen sono state mantenute per circa un secolo, fatti salvi gli aggiornamenti resi necessari e progressivamente possibili. È opportuno, infine, evidenziare che questa fantastica vettura funzionante col motore a scoppio è figlia – come tutte le invenzioni – di precedenti tentativi messi in campo, non solo in Germania, per realizzare sistemi motorizzati di mobilità, anche se quasi tutti basati sul motore a vapore. Karl Benz aveva fondato la Benz & Cie. Rheinische Auotomobil und Motorenfabrik nel 1883. La Patent Motorwagen è stata prodotta dal 1886 al 1894. Oggi ne rimangono pochi esemplari, fra cui quello esposto a Ladenburg, al Museo dell’Automobile intitolato proprio all’ingegnere di Mannheim.