di Massimo Lucidi

 

Festival e dintorni

A Sanremo va in scena l’Italia del talento e dell’eccellenza.

 

Perché Sanremo è Sanremo? Per la bellezza e l’unicità del Festival e del territorio che lo racconta. Per il clima di leggerezza, ispirato dalle canzonette e dalle frivole  polemiche: si guarda al look, un particolare, si parte da un sentimento malcelato e tutto finisce pure per essere terreno di scontro  politico. Quando non sono solo canzonette… A Sanremo si può capire il futuro sociale e culturale del Paese. E non è poco. No, non sono solo canzonette. Che vi piaccia o meno il festival e la sua cornice fermeranno l’Italia davanti ai televisori e nel dibattito social. Si prevedono milioni di post condivisioni e foto. Gli italiani, popolo di commissari tecnici della nazionale diventano esperti di musica e giurati.

Nei giorni del festival di Sanremo, quest’anno giunto alla settatesima edizione, la cittadina della riviera di ponente, “la riviera dei fiori”, diventa la capitale del talento, non solo canoro ma anche dell’eccellenza italiana: tutto questo grazie alla capacità di racconto attraverso il meglio del Bel Paese. Quello che funziona  e che piace. E devo anche ammettere che tra la cittadina ligure e la splendida cornice del Fairmont di Montecarlo, dove alloggio, si genera un livello di networking straordinario.  Altro mood a me caro.

L’idea di realizzare a Sanremo una “Casa Italia, come sul modello dello sport internazionale, per dare “hospitality” agli ospiti… specie giornalisti accreditati ha portato successo all’ideatore e patron Vincenzo Russolillo. Di fatto da tre anni in ogni edizione Russolillo e la splendida direttrice Daniela Serra mi coinvolgono, consentendomi di realizzare incontri salottieri all’insegna dell’eccellenza, del Made in Italy. Si chiama “Casa Sanremo” e parla dell’Italia che sa raccontarsi e proporsi. Merito di una Rai che fa sempre più e meglio servizio pubblico rilanciando il proprio ruolo anche attraverso i social. Pieno di contenuti di valore.

Perché funziona Casa Sanremo? Perché portare il racconto di un’Italia che funziona, che piace a livello internazionale, che parla di merito e di talento è un’idea vincente.

Gli italiani non vogliono solo la spensieratezza della canzonetta, ma pure la speranza che qualcosa possa cambiare e che qualcuno riconosca il merito.

È vero, il pubblico è sempre alla ricerca di gossip, intrighi e sotterfugi, pressioni e raccomandazioni nel giudicare i vincitori; ma alla fine il vincitore di Sanremo lo fischiettiamo in bagno sotto la doccia. Lo canticchiamo. Quindi lo conosciamo sul palco e lo festeggiamo nella nostra quotidianità.

Il Premio, il Festival che racconta. Il Premio Eccellenza Italiana a Washington DC il prossimo 17 ottobre festeggia la settima edizione.  Il Premio racconta l’Italia del merito e del talento. Il trionfo delle storie dove competenza e professionalità vincono su ogni male. Storie ordinarie capaci di diventare straordinarie per la carica umana e valoriale che trasmettono. Storie. Quelle che ispirano canzoni e film. E siccome il Premio racconta, Casa Sanremo racconta, la canzone e un film raccontano… ecco le ragioni e l’impegno che ogni anno ci portano a Sanremo a raccontare aziende e professionisti. Sfide e impegni che il Paese può sostenere e vincere.  Negli ultimi tre anni come Premio Eccellenza Italiana veniamo così ospitati e stimolati a partecipare sia al Festival della Canzone Italiana, sia al Festival del Cinema di Venezia.

Venezia e Sanremo due straordinarie vetrine che generano netreputation e networking di valore. È importante che un imprenditore globale capisca cosa fare nel futuro, quale debba essere la rotta; un festival dove con la scusa di una canzone o di un film si celebra l’eccellenza italiana è certamente una grande opportunità. D’altronde già la sola macchina organizzativa sarebbe meritoria di un Premio per efficienza e risultato. Muovere migliaia di maestranze e professionalità diverse, vip, star e staff internazionali non solo non è facile. È difficile. È complicato. Conta molto coinvolgere professionisti e territorio. Puntare al valore dell’immagine e alla consapevolezza di quello che Sanremo, come Venezia rappresenta nel mondo.

Di questi giorni è la notizia che sulla moneta da 5 euro vedremo l’Italia con la pizza celebrata in tutto il mondo. Ma come possiamo sintetizzare l’idea di Italia attorno alla pizza?

Il genio di Leonardo di cui abbiamo appena concluso le celebrazioni dei cinquecento anni dalla morte ha fatto eredi in tanti campi e dovremmo porci sempre l’obiettivo di non ridurre l’eredità italiana – con un’espressione molto cara italianheritage  – alla sola tavola e ai format commerciali della ristorazione.  L’Italia è meccanica di precisione, industrie,  moda, creatività,  professionalità scientifiche e accademiche di riferimento mondiale, persone e marchi che raccontiamo nei nostri salotti in Italia e premiamo nei nostri eventi all’estero,  specie in America.  Dunque, appuntamento il 4 febbraio alle 14 a Casa Sanremo: avremo Alessandro Lazzarin CEO di Latteria Montello; con una battuta si potrebbe dire, il nipote di Nonno Nanni. Accompagnato da Antonella Testa figlia del celeberrimo pubblicitario Armando Testa. Torna la Fondazione Nahima, con Giovanni Sabetti che si conferma partner tecnologico e scientifico per la sicurezza interna e informatica per i Governi in tutto il mondo.  E si parla di sostenibilità ambientale con l’esperto aziendale e manager per l’innovazione Davide Spitale della testata giornalistica The Map, fortemente voluta da Unesco.