ovvero conoscere ed utilizzare gli oli essenziali per il nostro benessere

di Andrea MorelloFarmacista, diplomato in Ayurveda e Naturopatia

Oggigiorno tutti conoscono gli oli essenziali; molti prodotti per la casa o integratori alimentari ne contengono. Nella quasi totalità dei casi, però, non si specifica di che olio essenziale si tratti, da dove provenga, quanto ce ne sia. Di rosmarino olio essenziale, ad esempio, c’è quello a chemotipo cineolo e quello a chemotipo verbenone; del timo c’è quello a thujanolo e quello a timolo.

Cosa è il chemotipo?

È  ciò che indica l’olio essenziale da un punto di vista botanico e biochimico. Se quindi ci si vuole occupare seriamente di oli essenziali, è strettamente necessario sceglierne uno il cui produttore fornisca tutte le informazioni che lo riguardano, ovvero la scheda tecnica.

I criteri di qualità degli oli essenziali chemotipizzati sono pertanto:

  • la certificazione botanica
  • l’origine geografica
  • il metodo di coltivazione della pianta
  • l’organo della pianta distillato
  • il metodo di estrazione
  • il chemiotipo, identificato tramite analisi cromatografica insieme alla spettrometria di massa.

Perché ci si dovrebbe occupare seriamente degli oli essenziali?

Perché in un mondo, quello odierno, in cui i batteri, i virus, i protozoi ed i funghi si adattano molto più in fretta di noi esseri umani alle mutate condizioni ambientali, gli oli essenziali rappresentano un ottimo strumento terapeutico per affrontare molti disturbi o condizioni patologiche, come anche uno stato d’ansia o un mal di testa che rischia di rovinarci la giornata.

Gli oli essenziali sono per definizione della Farmacopea “generalmente di composizione complessa,ottenuti per distillazione dei principi aromatici da materie prime vegetali botanicamente definite, sia fresche che appassite, secche, intere, rotte o macinate,attraverso distillazione in corrente di vapore, distillazione a secco o idoneo procedimento meccanico senza riscaldamento”.

Menzione a parte meritano le bucce degli agrumi, i cui oli essenziali sono estratti per applicazione di pressione. Composizione complessa significa che ogni olio essenziale contiene delle molecole, in maggioranza terpenoidi, in diverse combinazioni di lunghezza e struttura. La pianta modifica questa struttura di base per arrivare ad una grande varietà di molecole e classi chimiche diverse, come gli alcoli, le aldeidi, i chetoni.

Come conservare gli oli essenziali? Il flacone, di vetro scuro, deve essere ben chiuso per evitarne l’evaporazione.

L’aromaterapia, cioè l’uso terapeutico degli oli essenziali, deve necessariamente essere riservato a chi ha approfondite conoscenze di chimica, biochimica, fisiologia, patologia e botanica, poiché queste sostanze sono fortemente concentrate, altamente lipofile (ovvero sono molto affini per la pelle e le mucose) ed inoltre sono di piccole dimensioni, tanto che se assunti per via orale possono, tramite il circolo, superare la barriera ematoencefalica. Non bisogna mai, tranne rare eccezioni, utilizzare gli oli essenziali puri ma sempre veicolati in un olio vegetale spremuto a freddo o del miele. Non acqua poiché galleggiano.