*di Barbara Perrone*
L’autunno è quella stagione, dove ci si immagina sorseggiare un bicchiere di vino davanti ad un camino acceso, oppure cenare in una botte e dormire tra i vigneti che si tingono con i colori caldi dei gialli, degli arancioni e dei rossi. L’animo cede il passo alla lentezza, le giornate cominciano ad accorciarsi e la voglia di esperienze più intime, più sussurrate, dove lasciarsi avvolgere, bussa alla porta. Dalle Langhe al Salento, sono tanti i territori e gli imprenditori vitivinicoli che hanno saputo unire il mondo agricolo a quello dell’ospitalità, dando al viaggiatore appassionato o semplicemente curioso, la possibilità di vivere da vicino l’esperienza enologica sotto le sue diverse declinazioni. Una piccola selezione di 5 indirizzi tutti da scoprire e da mettere in agenda, per regalarsi momenti ricchi di tangibili emozioni seguendo il proprio stile, scegliendo tra un picnic, una lezione di yoga, un percorso d’arte, un tuffo in una infinity pool, una degustazione in una barricaia firmata dal famoso architetto Renzo Piano o una cena in una botte, dove su tutto i filari dei vigneti, di uve spesso autoctone, fanno da cornice.
Rocca di Frassinello
A sud della Maremma, in quella parte di Toscana meno conosciuta, a pochi chilometri dal mare e dalla bella Castiglione della Pescaia, si può vivere un’esperienza tra vigne, cantina, vino e ospitalità all’interno della struttura firmata dall’architetto Renzo Piano. Si giunge a Rocca di Frassinello percorrendo le strade bianche che caratterizzano le aree rurali di questa regione, lasciandosi trasportare dal profumo degli eucalipti e da quello del mosto. Avvolti dal silenzio dei vigneti, dei boschi, dal profumo di salsedine che porta il mare poco distante da qui, ci si può svegliare spalancando una delle porte verdi delle 4 design suites di Rocca di Frassinello su questo scenario naturale dalla grande forza emozionale. Natura ed uomo, funzionalità e bellezza, innovazione della tradizione e rispetto del passato, parole che qui sembrano trasformarsi in una coppia inscindibile di danzatori. È questa la firma del grande Renzo Piano. Un’opera di architettura dalla lettura pressoché immediata dal punto di vista dei materiali e dei colori: verde come gli oltre 500 ettari di vegetazione che circonda Rocca di Frassinello, rosso mattone come la terra, grigio come l’acciaio e il cemento, elementi esterni nati dalla mano dell’uomo. Essere qui nel bel mezzo della vendemmia, accentua la sensazione di sacralità del luogo. Il grande piazzale non è solo una terrazza sul paesaggio, o un “tappeto volante” come definito dallo stesso architetto, ma è anche luogo del processo di produzione del vino. È proprio qui tramite delle botole che si aprono al bisogno, le uve raccolte a mano vengono diraspate con gentilezza, gli acini schiacciati con delicatezza e per caduta inviati nei contenitori di affinamento sottostanti. Inizia così, un processo che ha rivoluzionato il modello produttivo che tiene conto dell’efficienza energetica, e che si concluderà in un calice di vino: dal più fresco giovane come il vermentino al più importante come il Baffo Nero, prodotto in tiratura limitata. Nel cuore della terra, tuttavia, è custodita la gemma più preziosa: la barricaia. Lo spazio di affinamento dei vini in barrique, è stato pensato come un anfiteatro a pianta quadrata all’interno del quale oltre a riposare i vini, in occasioni speciali si tengono eventi e concerti. Il fattore wow è racchiuso infine nel piccolo museo attiguo con i vari reperti etruschi che aiutano a comprendere il legame tra ruolo e consumo del vino nella società del tempo, che affonda le radici a ben 2.500 anni fa.
La Ripolina
Sogni e coraggio. In questo angolo d’Italia La Ripolina è un luogo speciale, una sintesi di una storia al femminile della famiglia Cresti e che a volerla riassumere si potrebbe racchiudere in queste due parole. L’agriturismo con piccola cantina è avvolto nella bellezza del paesaggio delle crete senesi e della Val d’Orcia, toccato dalla strada del percorso de L’Eroica e affacciato sui giovani vigneti. Questo è il luogo perfetto per chi in viaggio ama anche ascoltare storie dalle quali lasciarsi ispirare, come quella di Laura, Margherita e Camilla che con grande determinazione hanno recuperato sei anni fa questa antica azienda, piantando le prime barbatelle di Sangiovese, potando nelle fredde mattine di gennaio i vigneti e mettendo in moto le idee per trovare l’etichetta più rappresentativa per il futuro vino. Diversi casolari sparsi per la proprietà, sapientemente ristrutturati, sono diventati accoglienti appartamenti dove alloggiare ma anche ristorante con annessa cantina. Tra le esperienze da non perdere è la cena in una vecchia botte sapientemente recuperata all’interno della quale sorseggiare un bicchiere de Il Ripolino, il primo vino prodotto qui, firmato dalla giovanissima Camilla Borgogni oppure pernottare nell’antica pieve medievale. La colazione poi, sul naturale balcone affacciato sul paesaggio toscano, sarà la ciliegina sulla torta di un’esperienza immersiva tra vino e vigneti.
Casa Fluò
Tra questi calanchi, proprio sulle colline bolognesi, nel 1602 il calzolaio Vincenzo Casciarolo, raccogliendo pietre per estrarne pigmenti scoprì la pietra della meraviglia. Questa roccia fosforica si narra che abbia creato nel tempo, nelle vite di molti, casi avventurosi e meravigliosi. é il caso di Angelica Zanardi, attrice e fondatrice di Casa Fluò – la struttura ricettiva, e Fienile Fluò – il ristorante, è tra questi. Un mondo dove le arti performative, danza, musica, teatro e non solo, si plasmano in questi spazi poliedrici. I vigneti e gli alberi del bosco diventano un percorso multisensoriale per avvicinare il viaggiatore curioso ad osservare, annusare e ascoltare la natura. Il paesaggio crea una cornice dall’incredibile bellezza. Così qui si può scegliere se sedersi sui tappeti sull’erba, sorseggiare un calice di vino o un bicchiere di birra, oppure lasciarsi trasportare in un percorso del gusto, comodamente seduti al tavolo tra formaggi, salumi, tigelle e crescentine che avvolgono come l’abbraccio di questo luogo. Quando cala la notte, ci si può concedere il lusso di ammirare le stelle, senza fretta, perché qui si può anche dormire, in una delle poche suites arredate con mobili d’epoca e pezzi creati ad hoc. Che sia una sosta di viaggio, o una scelta programmata, questo posto mette a disposizione tante esperienze. Dal cibo da gustare ammirando il paesaggio, immergendo palato e olfatto nei gusti avvolgenti della cucina bolognese, come i tortellini al parmigiano 24 mesi: puro comfort food; all’esperienza della vendemmia in vigna. Ci si può immergere nella natura attraverso un percorso multisensoriale alla scoperta di storie e leggende degli alberi che dialogano con i vigneti, da fare a piedi e muniti di mp3, cuscini che vengono forniti all’inizio dell’esperienza, oppure assistere a una performance in calendario “Scena Natura. Dialogo tra arti e verde”.
Tenuta Cocci Grifoni
Sovrumani silenzi. Profondissima quiete. Il paesaggio naturale che si fonde con la mano dell’uomo. Acqua, terra, energia. L’ospitalità che nasce come chiusura di un cerchio della convivialità che prende vita attorno al mondo del vino e prende il nome di Panoramic Wine Hotel. Una storia di famiglia, oggi tutta al femminile dove i vigneti che si modellano sul paesaggio marchigiano incontrano moderne vignaiole che dialogano con il territorio e con le proprie radici e che da luglio 2021 ha aperto le porte dell’ospitalità con questo progetto legato all’azienda vitivinicola, Tenuta Cocci Grifoni. A pochi chilometri dal borgo di Offida, noto per la sapiente arte di fare il merletto, qui storie di famiglia si ritrovano varcando la soglia di una delle 11 camere del Panoramic Wine Resort, dove ognuna è arredata in modo differente, riprendendo l’energia e la personalità delle persone alle quali sono ispirate, e che sono state parte importante del percorso di vita e aziendale. La sostenibilità qui è una delle linee guida, tanto che i 100 ettari di terreno sono coltivati solo in parte, così da preservare il territorio e permettere alla natura di non essere alterata dalla presenza dell’uomo; gli ambienti sono riscaldati con l’energia geotermica e anche i vetri delle porte finestre sono stati scelti per non essere d’impatto per gli animali. Storie da ascoltare, sorseggiando un calice di pecorino e stuzzicando le proposte della piccola cucina firmate dallo chef Daniele Citeroni davanti alla piscina a sfioro sulle colline, e lasciandosi emozionare dalla bellezza, perseveranza e visionarietà, perché noi siamo quello che decidiamo di lasciare in eredità al futuro.
Masseria Pezza
Immersa nella campagna salentina, quella meno nota dell’Alto Salento, Masseria Pezza è un progetto che ha la firma di Giorgio e Antonio, i due proprietari che hanno riportato a nuova vita una pezzo di storia contadina. Circondata dalle coltivazioni di alberi da frutto, cereali e ovviamente vigneti, con discrezione fa bella mostra di sé, nel territorio di Guagnano, borgo a forte vocazione vitivinicola. Connessione armonica tra passato e presente, dove i segni del tempo non sono stati spazzati via. Le mura esterne del corpo principale sono state lasciate nel loro colore, così come il tempo le ha fatte giungere a noi. Una masseria che non ostenta. Semplicemente è. È nipote di quelle dei nostri nonni, dove era forte il concetto di condivisione, di apertura, di reciproco aiuto, di modi di fare gentili e accoglienti. Il recupero di questa bella masseria è stato fatto quasi in punta di piedi, ma con grande rispetto della cultura contadina del luogo. Gli ambienti comuni e le 6 suites sono arredate con un mix sobrio ed elegante di arredi di design e recupero, con grande attenzione all’artigianato locale. Qui è possibile organizzare dei piccoli corsi di cucina, oppure una cena privata con un personal chef, o ancora fare yoga tra i vigneti oppure osservare le stelle con il grande telescopio. La mattina ci si sveglia con lo sguardo che spazia tra la corte interna punteggiata dall’orto aromatico, la piscina e i campi circostanti, gustando un fragrante pasticciotto e frutta fresca appena raccolta. Il mare è poco distante, ma la bellezza di questo posto renderà difficile staccarsi anche per poche ore. Per chi in viaggio non vuole sentirsi a casa, ma vorrebbe che certi luoghi fossero casa propria: Masseria Pezza è quel luogo.