di Fabio Lagonia – Foto: courtesy of Canossa Events www.gpcanossa.it
Un viaggio emozionante dalla Via Emilia fino alla Versilia, attraversando città d’arte e paesaggi meravigliosi, antichi castelli, verdi colline, passi di montagna e incantevoli borghi, lungo le millenarie strade della grancontessa Matilde di Canossa
Da dieci anni il suo toponimo non rimanda più solo al territorio ed alla sua storia ma anche ad un evento motoristico divenuto già oggetto di culto; ed il fatto che lo sia diventato in così poco tempo ne ricomprende il merito, ne esprime il valore e ne manifesta l’indiscusso prestigio. È il gran premio “Terre di Canossa” (International Classic Car Challenge), gara per auto storiche dal 1919 al 1976, che diventa – per le evidenti ragioni paesaggistiche – uno straordinario momento in cui la passione per i motori si fonde inevitabilmente con il gusto del viaggio e della conoscenza, in un mix di suggestioni che dalla sfida al centesimo con cui i partecipanti si affrontano sfocia, gradualmente e piacevolmente, verso il godimento dei panorami attraversati, della ricercata enogastronomia, della garantita sensazione di libertà e bellezza. Luoghi attraversati da leggende e da avvenimenti storici degni di nota. Queste sono terre assai cariche di fascino e dal celebre passato, parte del regno guidato da Matilde di Canossa (1045-1115), una delle più note figure femminili del Medioevo europeo. Un personaggio dalla vita complessa, potente dinasta che ereditò una dominazione estesa su gran parte dell’Italia centrosettentrionale che, per lungo tempo, ella resse da sola. Una donna che mantenne autorevolezza, autorità e indipendenza e che ebbe parte fondamentale nella lotta tra Impero e Papato, dapprima nel ruolo di mediatrice, poi di sostenitrice del Papa: eclatante l’episodio del rigido inverno del 1077 che vide l’Imperatore Enrico IV sostare per tre giorni e tre notti fuori dal castello della nobildonna prima di poter essere ricevuto e perdonato dal pontefice Gregorio VII.
Le terre dello stato feudale che la Grancontessa governò a cavallo tra XI e XII secolo si estendevano da Brescia a Viterbo, comprendendo città importanti come Cremona, Mantova, Ferrara, Reggio Emilia, Modena, La Spezia, Pisa, Lucca, Firenze, Arezzo, Siena, Grosseto e Perugia. Una dominazione protetta da un poderoso sistema fortificato e caratterizzato, oltre che da tradizionali borghi in pietra e da imponenti castelli, da numerose pievi che ne rappresentano la dimensione religiosa ma anche di assistenza al popolo. Purtroppo, solo pochi di questi edifici ci sono giunti con elementi architettonici.
Questo territorio, pertanto, racconta un Medioevo a cui è legato da radici gloriose. Ed è proprio l’età di mezzo il tema scelto dagli organizzatori del Gran Premio per l’evento del 2020, che si sarebbe dovuto svolgere dal 16 al 19 aprile ma che – per la nota emergenza sanitaria causata dalla pandemia da coronavirus – è stato rinviato al prossimo ottobre. La gara si svolge su un percorso di circa 600 chilometri, mantenendo fede al suo eccellente e collaudato format limitato a 100 vetture per poter garantire i più alti standard di ospitalità. Inoltre questo è l’unico evento del settore a porre grande attenzione all’ambiente giacché l’organizzazione ha volontariamente fatto proprio il protocollo CarbonZero che impone l’adozione di tutte le misure utili alla riduzione dell’impatto ambientale, e calcola le emissioni residue di gas clima-alteranti che vengono successivamente azzerate con la piantumazione di alberi nell’Appennino tosco-emiliano.
La gara prevede prove a cronometro e di media, con una classifica speciale dedicata alle auto anteguerra, la “Pre-War Cup”. Tre giorni intensi vissuti in una miscela perfetta fatta di splendide auto che sono autentici capolavori, sana competizione sportiva, turismo, buon bere e buon cibo, relax, socialità. Davvero un grande evento adagiato armoniosamente sul suo paesaggio. I luoghi attraversati vanno dai monti al mare della Versilia, passando da borghi, castelli e città d’arte, ma anche dalla gradevole variabilità paesaggistica che consente di ammirare le Alpi Apuane, la Garfagnana, il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano più noto come “Parco del Gigante”, valichi e laghi. Si parte da Salsomaggiore, la città delle terme sulle colline parmensi. L’arrivo è nel reggiano, a Scandiano, la cui storia è tutta curiosamente concentrata nel suo castello: è qui, infatti, che nacque il poeta Matteo Maria Boiardo; è qui che nei sotterranei fece i suoi esperimenti Lazzaro Spallanzani; è qui che alloggiarono Francesco Petrarca, Giovanni Calvino e papa Paolo III. Come si diceva in premessa, dunque, un evento motoristico che ti immerge in un’atmosfera di storia, poesia, natura, arte e gastronomia.