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La Valle D’Aosta, un piccolo gioiello incastonato tra le alpi italiane: qui, lontano dalla vita di città, resistono tradizioni artigianali che danno vita a preziose creazioni. Come nel caso di Chardonney, piccolo villaggio della frazione di Champorcher: l’attività principale è la filatura e la tessitura della tela di canapa. Un posto in cui il tempo sembra essersi fermato e tutto conserva la sua magia, fin dal 1900.

La canapa è stata tra le prime materie lavorate in Val D’Aosta: il filato di canapa veniva tessuto per uso personale, per la creazione di corredi, ma anche per confezionare biancheria ed indumenti necessari alla vita quotidiana.

In questo paese, sito a quota 1600 metri, in autunno si faceva scorta di gomitoli e matasse di canapa, e si trascorreva l’inverno a filare nelle stalle, luogo umido per eccellenza, in cui si creava il clima perfetto per lavorare il tessuto, naturalmente rigido e poco scorrevole. I filati venivano poi raccolti e venduti in primavera, rappresentando un ulteriore fonte di reddito per le famiglie di montagna.

L’attività di tessitura della canapa, cessata per molti anni, è ritornata in auge grazie all’interesse di una piccola cooperativa femminile “Lou Dzeut”, costituita nel maggio 1989 da un gruppo di donne a seguito di un’esposizione allestita sui corredi di un tempo delle famiglie di Champorcher. I manufatti realizzati sono molto resistenti e di grande qualità: le piccole imperfezioni e irregolarità trasformano ogni filato in un pezzo unico, nato dal lavoro lungo, faticoso e paziente delle abili tessitrici, supportate solo da telai in legno di larice.

Per immergersi ancora oggi nell’atmosfera magica di inizio Novecento e ammirare la lavorazione della canapa da vicino vale la pena fare visita all’eco-museo della canapa, sito nel centro del villaggio di Chardonney presso la casa Thomas, un’antica abitazione rurale in stile valdostano tutt’oggi ben conservata.

Gli interni sono allestiti per ricreare perfettamente ambienti e arredi tipici della vita contadina quotidiana di un tempo. E tra stalla, letto, cucina rustica, attrezzature utili per la coltivazione e l’allevamento, spunta un vecchio telaio manuale in legno e un orditoio, testimonianza di una passione per la tessitura mai sopita del popolo valdostano.

Così, tra un filato e l’altro, sono passate le stagioni in Valle D’Aosta, ma si è conservata e tramandata una tradizione rara e preziosa, che trasforma un materiale grezzo in splendidi pezzi di biancheria per la casa, unici al mondo.