IEX-ITALIAN’S EXCELLENCE racconta l’Italia attraverso le sue eccellenze. Oggetti preziosi ed esclusivi, la grande tradizione artigianale e sartoriale, gli itinerari per un viaggio indimenticabile, il patrimonio culinario unico al mondo, i protagonisti e le opere italiane che hanno lasciato il segno.   www.italiansexcellence.it

L’eccellente artigianato italiano? Una questione di mani, pazienza e antiche tradizioni. Come quella del merletto a tombolo, che si fa risalire ad insediamenti millenari. Le prime testimonianze di strumenti utilizzati per lavorare il merletto sono stati ritrovati all’interno di alcune tombe etrusche. I rudimentali fuselli in osso testimoniano l’impegno delle donne di ogni tempo nella cura della casa e della persona.

Il ricamo nasce come arte necessaria, come risposta al bisogno di una dote: ogni donna doveva esporre il proprio corredo, simbolo di un agiato status sociale, “moneta di scambio” per un matrimonio vantaggioso. La tradizione del corredo persiste anche in un’epoca contemporanea, nella quale i matrimoni non sono certo affari, ma il momento delle nozze ha conservato quella tipica magia che resiste nel trionfo di pizzi e merletti esposti nella camera matrimoniale.

Pizzo a tombolo: la tecnica di lavorazione

Quando si parla di merletto a tombolo ci riferisce ad un pizzo fatto a mano che viene realizzato in tutte le parti d’Italia, ma anche allo strumento usato per realizzarlo. Il tombolo è un cuscino che ha forma cilindrica o appiattita. Su questo supporto si fissa, con l’aiuto di alcuni spilli, il foglio con il disegno del merletto che si intende realizzare. Il filo necessario alla lavorazione viene avvolto attorno a bastoncini detti fuselli, il cui numero varia a seconda della complessità del ricamo. Dopo aver eseguito dei punti filza basici che servono a fissare il filo sul disegno, si parte con l’intreccio, che è il cuore di questa antica arte. I fuselli si incrociano, si rincorrono, si allontanano, si riprendono, dando vita a nodi, legature, abbracci di filo e passione che possono arrivare a coprire anche grandissime superfici, come nel caso di tovaglie e lenzuola.

Alla fine della lavorazione, il pizzo è staccato dai suoi punti di supporto ed è fissato alla stoffa che si intende decorare.

Merletti italiani: il più famoso è il pizzo di Cantù

In Italia l’arte del merletto o pizzo a tombolo è tramandata, ancora oggi, di generazione in generazione, in diverse regioni con nomi diversi a seconda del luogo. In Valle d’Aosta si chiama “Dentelles”, in Friuli “Merletto Goriziano”, in Lombardia c’è il celeberrimo “Pizzo di Cantù”. E poi ancora il tombolo di Predoi, quello aquilano, di Isernia, di Mirabella Imbaccari, di Offida, di Pescocostanzo, di Pozzuoli, di Rapallo.

La lavorazione del merletto a tombolo è un’eredità preziosa, un vanto dell’artigianato italiano, emblema della bellezza che resiste al tempo, all’evoluzione dei gusti e al passaggio delle epoche, perché l’arte non passa mai di moda.

 

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