di Mario Costantino Triolo

La sostenibilità non riguarda solo un prodotto ma il nostro modo di essere

Mi sembra doveroso dedicare la mia rubrica alla tematica “sostenibilità”, ora più che mai, ora che la coscienza comune ha avuto un segnale fortissimo sul comportamento di noi esseri umani nei confronti del nostro pianeta. E già, non sono un medico e non mi azzardo a parlare di virus, ma certamente ho aperto gli occhi sui risvolti che sta avendo questa situazione sul nostro ecosistema. Forse è davvero arrivato il momento di trovare un punto di incontro con l’ecosistema in cui viviamo.

A Venezia le acque sono limpide, i delfini si avvicinano alle coste, l’aria torna ad essere limpida, ma ci rendiamo conto?

La moda è sempre la prima in tutto, già da anni nel sistema si parla di coscienza green.

Nasce a ridosso della crisi economica mondiale, e questa che stiamo vivendo adesso è un altra crisi che aprirà altri scenari. Questo virus ci insegnerà a stare al mondo.

Ma cosa vuole dire essere sostenibile e green?

C’è ovviamente molta confusione sia nel primo che nel secondo caso. Sono molti i brand di moda che stanno seguendo questo filone, a mio avviso solo per necessità di dare un senso di rivoluzione che poi non è. La moda che è sempre il volano più veloce, è uno dei mezzi di comunicazione più potenti, anche’essa però in piena confusione su questi due argomenti che sono collegati l’uno all’altro. Infatti essere sostenibile non vuol dire solamente creare un prodotto eco compatibile, e quindi eco sostenibile, in sintesi evitare l’ utilizzo di materiali tossici prediligendo solo tessuti e tinture naturali, creare filiere a zero inquinamento, un po’ come il cibo; ma vuol dire osservare questi comportamenti anche al di fuori della realizzazione del prodotto, e cioè a casa, in città, ovunque noi siamo: produrre meno e di qualità.

Le battaglie e le prese di posizione contro l’inquinamento del pianeta non possono essere solo una moda. È un argomento così importante che richiede la coerenza nei nostri atteggiamenti affinché l’attitudine di un momento, a volte l’attitudine conveniente di un momento, possa trasformarsi in una tendenza genuina e concreta atta a contribuire al cambiamento positivo di noi stessi e del mondo che ci sta intorno.